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La medicina al tempo del covid

Una tradizione congressuale che quest’anno, in relazione all’epidemia da coronavirus, ha un significato particolare. Le Giornate cardiologiche del Gruppo Iseni Sanità, che la Fondazione Iseni organizza oramai da nove anni, il 20 e 21 novembre prossimi (in videoconferenza live anticovid), affronteranno il tema “Medicina Difensiva vs Medicina Preventiva al tempo di Covid-19”. La conferenza stampa di presentazione si è tenuta questo pomeriggio, martedì 15 settembre, nella prestigiosa sede del Senato della Repubblica, a Roma (nella foto il Presidente della Fondazione, Fabrizio Iseni, al Senato).

Proprio il titolo del convegno, “Medicina Difensiva vs Medicina Preventiva al tempo di Covid-19”, sottolinea l’urgenza del tema preso in considerazione, che i relatori affronteranno in scia a quanto sinora accaduto sul versante sanitario in termini purtroppo drammatici, come le cronache ci hanno raccontato, quando il “curare”, al tempo del Coronavirus, rischia di diventare sinonimo di “medicina difensiva”.

E allora, la domanda sorge spontanea: come reagire? Come reagire soprattutto rispetto alle patologie cardiologiche e vascolari, che rimangono sempre la prima causa di morte nel mondo. Anzi, di più, proprio per effetto della pandemia, che ha preso il sopravvento anche in ambito clinico. In Sala Nassirya di Palazzo Madama ne ha parlato Andrea Macchi, direttore generale degli Istituti di Ricovero e Cura del gruppo Iseni Sanità. Un intervento, il suo, che ha insistito sulla necessità della prevenzione, dei corretti stili di vita, di una medicina che si rafforzi sul territorio.

Argomenti fondamentali, sviluppati in sintesi anche dalla senatrice Maria Rizzotti, membro della commissione Igiene e Sanità del Senato, che, assente per impegni politici, ha inviato una nota letta da Andrea Della Bella, giornalista di Malpensa24 e coordinatore della conferenza stampa.

Rizzotti, Macchi, poi Francesco Fedele, professore ordinario dell’Università La Sapienza e direttore scientifico della Fondazione Iseni y Nervi, che si è soffermato sull’irrinunciabilità della telemedicina; quindi, il senatore Antonio Tomassini, presidente dell’Associazione di iniziativa  parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione. Ultimi, ma non ultimi, il presidente della stessa Fondazione, Fabrizio Iseni, e la senatrice e presidente della commissione Igiene e Sanità, Annamaria Parente.

Dal breve quanto incisivo intervento di saluto di Iseni ai complimenti della senatrice Parente per un’iniziativa che qualifica una volta di più i programmi scientifici, culturali e divulgativi della Fondazione. La quale, appunto da nove anni, arricchisce con nuovi spunti di ricerca e analisi un settore primario per la salute collettiva e la qualità della vita di tutti noi, quello del cuore. Convegni dedicati agli operatori della sanità, ma con lo sguardo rivolto ai benefici che derivano dall’approfondimento scientifico e medico. Non a caso il sottotitolo del convegno recita “Tra scienza, management sanitario ed aspetto giuridico”, a indirizzare il confronto verso il complesso di regole e profili medici che determinano cure e , soprattutto, prevenzione. Della quale non si è mai parlato abbastanza. E non c’è bisogno di spiegare il perché.

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