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Sport e patologie vascolari

di Fulvio D’Angelo – Medico chirurgo vascolare e angiologo

L’incremento della pratica sportiva sia professionale che dilettantistica moltiplica la frequenza della patologia vascolare sia arteriosa che venosa. L’angiologo e il chirurgo vascolare sono tenuti a 5dare le risposte medico-chirugiche più opportune al fine di rispondere al meglio ad un pubblico informato ed esigente sulle proprie performance fisiche, ma nello stesso tempo evitare la comparsa di complicanze potenzialmente gravi. Con lo scopo di migliorare le conoscenze a questo riguardo vengono sottolineate alcune patologie particolari.

  • Le vene dello sportivo sono una manifestazione comune di ipertrofia del sistema venoso superficiale a carico degli arti sia superiori che inferiori per un aumentato sviluppo muscolare e un conseguente incremento dell’apporto ematico con dilatazione venosa e diminuzione del sottocutaneo e conseguente maggior evidenziazione delle sistema venoso superficiale. Per altro è questa una patologia benigna che non implica conseguenti importanti se non il fatto di poter determinare nell’età matura delle varici più o meno sintomatiche.
  • L’endofibrosi arteriosa iliaca (che colpisce essenzialmente i ciclisti di alto livello, ma anche i fondisti) con la possibilità di una claudicazio arteriosa con evoluzione verso l’ischemia acuta o critica dell’arto inferiore. Patologia particolarmente invalidante per uno sportivo e che richiede trattamenti importanti sino alla sostituzione chirurgica del vaso stesso.
  • L’intrappolamento della poplitea, alterazioni anatomiche (legate ad una malformazione primitiva) oppure funzionali (acquisite in seguito ad una attività sportiva intensa) sono responsabili di una sintomatologia cluadicante sino alla possibilità dell’ischemia acuta negli stadi più avanzati. Possibile manifestazione clinica nei podisti ed atleti delle attività ginniche. Spesso l’intervento di sblocco dell’intrappolamento e la sostituzione chirurgica del vaso patologico sono la sola alternativa.
  • La sindrome cronica delle logge degli arti superiori (nei praticanti motocross, surf a vela) o degli arti inferiori (nei praticanti fondo, giocatori di football o di tennis) colpisce tutti gli sportivi di alto livello, obbligati ad un arresto delle attività sportive dopo qualche minuto di sforzi, la risoluzione può essere raggiunta con intervento di decompressione chirurgica.
  • La sindrome dello stretto superiore nota ai più negli sportivi che sviluppano attività del cingolo superiore come sollevatori di pesi o lanciatori del peso o del disco o similari. E’ questa una forma molto comune nella popolazione che pure non svolga attività sportive. Ma negli sportivi dove l’attività è massima può essere particolarmente invalidante e anche in questo caso l’intervento può essere l’unica alternativa per poter continuare l’attività sportiva.

Come si può costatare le patologie vascolari che possono interessare gli sportivi sono numerose e spesso possono costringere gli stessi a rinunciare alla loro attività, a meno di non acconsentire a sottoporsi ad interventi chirurgici spesso delicati e che necessitano esperienza nella scelta tra le varie opzioni possibili. In ogni caso il diavolo è sempre meno brutto da come si creda e riconoscere i sintomi ci consente spesso di non giungere a situazioni estreme e drammatiche.

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