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Caldo e problemi circolatori: ecco come risolverli

di Fulvio D’Angelo – Medico chirurgo vascolare e angiologo

Arriva il bel tempo. Con la primavera e l’estate arriva anche il caldo che porta con sè disturbi circolatori agli arti: gonfiori, senso di peso, prurito, flebiti. L’aumento della temperatura determina infatti un incremento della vasodilatazione e gli arti inferiori maggiormente sottoposti alla forza di gravità sono soggetti ad un maggior ristagno di liquidi (incremento della ritenzione idrica). La fuoriuscita di liquidi dai capillari ed il deposito nell’interstizio comporta anche l’attivazione di un sistema cellulare che determina un senso di prurito, indice della sofferenza cellulare. Ma nei soggetti affetti da patologia vascolare più severa oppure con precedenti di trombosi venosa la possibilità di un episodio di trombosi venosa superficiale oppure un nuovo episodio di trombosi profonda aumenta in modo esponenziale. Che fare dunque per prevenire questi disturbi più o meno gravi? Vediamoli insieme e cerchiamo di dare una soluzione e di prevenirli per quanto possibile.

Arti gonfi e senso di peso

Innanzitutto non aspettare di giungere al punto di accusare il fastidio o restare immobilizzati perché si sentono le gambe come di pietra e i piedi come due mattoni. I soggetti che sanno di essere predisposti (per età, conformazione degli arti, obesità, attività lavorative che inducono la stazione eretta) dovrebbero prendere alcuni provvedimenti preventivi e alla comparsa dei sintomi incrementare terapia e provvedimenti complementari. La prevenzione consiste in una adeguata attività fisica durante l’inverno e nel periodo primaverile calza elastica, linfodrenaggi e massaggi. Giungere al periodo caldo già in forma aiuta ad affrontare i momenti più intesi di afa. In taluni soggetti associare farmaci vasoprotettori, drenanti e blandi diuretici per ridurre la ritenzione può essere d’aiuto. Tali provvedimenti devono invece essere opportunamente inseriti nel momento in cui i disturbi si siano fatti più intensi, nonostante le opportune norme igieniche e preventive instaurate. Naturalmente se la prevenzione può essere impostata personalmente con il buon senso, nel caso della comparsa di sintomi è indispensabile consultare un medico specialista (angiologo o flebologo) per una valutazione clinica, esame ecoclordoppler e la conseguente terapia.

Arti con prurito

In questi casi siamo in presenza di una patologia vascolare sicuramente più importante che già nel passato si è manifestata ed è stata trascurata. Il prurito è il segno di uno scompenso del microcircolo ormai quasi irreversibile se non si prendono i giusti provvedimenti. Questi sono sicuramente in primis una vista specialistica con indagine vascolare strumentale associando terapia farmacologia e contenitiva. In taluni casi il sintomo prurito è espressione di una patologia venosa varicosa sottovalutata (ho le vene ma non mi hanno mai dato fastidio) e in questi casi un trattamento chirurgico o sclerosante (o meglio associato) può essere la soluzione più opportuna e definitiva.

Flebiti e trombosi

Tanti soggetti possono aver presentato nel passato episodi di trombosi venosa (o flebite) oppure avere da tempo varici che sino a quel momento non sono state oggetto di interesse perché completamente asintomatiche o meglio ancora completamente trascurate. Il caldo come già sottolineato determina vasodilatazione, gonfiore degli arti (edema) e il ristagno dei liquidi con il rallentamento del flusso del sangue porta più facilmente alla formazione di trombi e alla conseguente ostruzione dei vasi con la comparsa appunto di flebiti/trombosi sia delle vene superficiali e con maggior gravità delle vene profonde. Questi pazienti dovrebbero essere stati previdenti e già da tempo avrebbero dovuto indossare calze elastiche. La contenzione elastica graduata ed adeguata è il miglior provvedimento prevenivo e terapeutico nel caso di insufficienza venosa cronica (cioè nel caso di varici o pregressi problemi vascolari venosi determinati da trombosi venose isolate o recidivanti). Nel caso di sintomi nonostante l’uso di calza elastica è indispensabile consultare lo specialista e nel caso di dolore all’arto con arrossamento di segmenti venosi o edema importante dell’arto rivolgersi immediatamente al pronto soccorso: una trombosi venosa sia superficiale che profonda non va sottovalutata perché le conseguenze possono essere gravi: un’embolia polmonare è un evento anche fatale.

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