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Ecco come evitare il collasso del sistema sanitario

Come evitare la catastrofe di Barnet? Ovvero, come evitare che nel 2022 le risorse economiche disponibili non siano più sufficienti per coprire le spese sanitarie e sociali? “Bisogna intervenire subito e con decisione” ha affermato Fabrizio Iseni, presidente della Fondazione Iseni, che ha organizzato la Sesta edizione delle Giornate Cardiologiche del Centro cuore di Malpensa, in corso a Saint Vincent (Valle d’Aosta – foto di Chiara Rimma Scarinzi). “La catastrofe di Barnet è evitabile ma bisogna prevenire la cronicizzazione delle malattie in età avanzata attraverso una medicina 3.0 cioè una medicina di alto livello basata sulla prevenzione, che consenta di invecchiare in piena salute”. La ricetta per evitare il collasso dei sistemi sanitari nei Paesi industrializzati (con sempre meno risorse e un sempre crescente fabbisogno di assistenza sociale e sanitaria) è stata esaminata da oltre 200 medici specialisti riuniti nel congresso di Saint Vincent. “Si basa su 4 punti – ha spiegato il dottor Andrea Macchi, direttore generale degli Istituti di ricovero e cura Gruppo Iseni di Malpensa – primo: bisogna avviare una prevenzione efficace delle principali patologie sulla popolazione più giovane, fin dall’età scolare, attraverso screening appropriati. Secondo: bisogna avviare fin dall’età più giovane una corretta attività sportiva, e portarla avanti anche in età adulta, che consente di prevenire molte patologie come quelle cardiocircolatorie. Terzo, bisogna fin da giovani alimentarsi in modo sano e corretto, per evitare poi l’insorgenza di varie patologie metaboliche che altrimenti diventerebbero croniche. Quarto, è necessario l’impiego delle migliori tecnologie mediche per avviare fin da subito una medicina 3.0 ovvero una medicina di alto standing”. Dunque una medicina preventiva e non più “conservativa”.

Dal punto di vista ortopedico e fisiatrico si può fare moltissimo: “Prolungando la vita si va inevitabilmente incontro alle problematiche ortopediche che sono collegate anche all’età – ha spiegato il dottor Alfredo Falchi, ortopedico degli IRC Gruppo Iseni – ma praticando sport in modo corretto e non sconsiderato si può fare moltissimo per invecchiare bene e in modo sano. Uno sport che non deve mai essere praticato in modo estremo bensì in modo moderato, con frequenze cardiache corrette, insomma del buon fitness”. Ma non solo: anche la vita deve tornare ad essere una “vita sana”: “Pensiamo solo all’osteoporosi e ai costi sanitari e sociali che questa patologia rappresenta – conclude Falchi – con uno screening adeguato, fatto con MOC di ultima generazione, e soprattutto con una vita all’aria aperta, con le giuste dosi di sole, usciremo da quelle ipovitaminosi che ci affliggono, prevenendo appunto anche le patologie ossee”. Con un unico obiettivo comune: star bene il più a lungo possibile.

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