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Il sottosegretario alla Giustizia Ferri inaugura le Giornate cardiologiche

Come evitare la catastrofe di Barnet? E’ il quesito su cui oltre 200 medici specialisti stanno riflettendo in queste ore, nell’ambito dell’edizione 2017 delle “Giornate cardiologiche” – il congresso della Fondazione Iseni di Lonate Pozzolo- in corso a Saint Vincent, Valle d’Aosta. Ma che cosa è la catastrofe di Barnet? E’ ciò che ci attende se la spesa per l’assistenza socio-sanitaria continuerà a salire e le risorse economiche, al contrario, continueranno a scendere. Barnett è una municipalità di Londra, dove è stato eseguito uno studio i cui esiti fanno rabbrividire: nel 2022 (cioè fra 4 anni) a Barnet non ci saranno più soldi per assistere gli anziani e curare gli ammalati. “Uno scenario che dobbiamo e che possiamo assolutamente evitare” ha spiegato Fabrizio Iseni, presidente della Fondazione e degli IRC Gruppo Iseni di Lonate, in apertura dei lavori. “E’ necessario sviluppare una medicina 3.0, che prevenga innanzitutto le patologie croniche, riducendo di conseguenza il fabbisogno di assistenza sanitaria e assistenziale in età avanzata” ha spiegato Iseni: screening, abitudini di vita corrette, sana alimentazione, sport e attività fisica, sono alcuni dei punti centrali su cui si baserà l’analisi dei medici di questi giorni. Immediatamente coinvolti i politici, per correre ai ripari prima che sia tardi ed evitare la catastrofe di Barnet. Le “Giornate cardiologiche” sono state inaugurate dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri: “L’assistenza sanitaria e sociale è un diritto imprescindibile per il cittadino – ha spiegato il sottosegretario – e per evitare la catastrofe di Barnet bisogna avviare un serio programma che prevede l’assistenza capillare e territoriale, investimenti nella ricerca medica, la lotta senza frontiere alla corruzione in ambito sanitario, l’uniformità delle spese sanitarie attraverso la razionalizzazione e lo stretto controllo dei costi, intervenendo con decisione sugli sprechi e sulle sacche di inefficienza. In questo modo potranno essere recuperate notevoli risorse da investire per una sanità nuova, o 3.0 come ci piace definirla, basata sulla prevenzione e sulle tecnologie, che non prescindono però dal ruolo essenziale del medico. Il Parlamento e il Governo, con la legge sulla responsabilità dei medici, sono riusciti a contrastare il fenomeno della “medicina difensiva” (l’eccesso di esami e prestazioni prescritti dai medici per tutelarsi contro le azioni legali, che costa la bellezza di 10 miliardi l’anno, ndr) e negli anni ciò consentirà di liberare risorse per la medicina del futuro, cioè per investimenti, ricerca e tecnologie, assicurando il diritto fondamentale del cittadino, e alle persone sole che sono in costante aumento, ad una assistenza territoriale, sociale e sanitaria, scongiurando – almeno in Italia – la catastrofe di Barnet”.

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