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La paura della chemio

Chemio è sinonimo di cancro. E secondo una indagine statistica, quasi 9 italiani su 10 sanno benissimo cos’è la chemioterapia, ma per 7 di loro questi farmaci fanno molta paura. Non potrebbe essere altrimenti, considerato che sono abbinati ad una delle principali cause di morte. Ma tutti o quasi ignorano che oggi i chemioterapici sono più “dolci” rispetto al passato perché molto efficaci e meno tossici. I dati sono stati forniti dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) in un sondaggio estivo. Per far capire come la cura farmacologica contro i tumori sia cambiata la società scientifica ha realizzato il libro “Chemioterapia 100 domande 100 risposte”, disponibile sul sito dell’Aiom www.aiom.it. “Gli importanti progressi registrati nella lotta contro il cancro possono essere ricondotti ai continui passi in avanti nella prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori, che include a pieno titolo la chemioterapia, ancora oggi arma fondamentale e con aspetti di innovatività da non trascurare” ha evidenziato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom. La chemioterapia infatti ha ormai 70 anni di vita: sette decenni che hanno rappresentato il cardine della lotta ai tumori. “La chemioterapia – spiega il professor Pinto – si è continuamente sviluppata e innovata, non è più quella di 30 anni fa. Inoltre oggi abbiamo a disposizione trattamenti complementari che ne riducono in maniera rilevante gli effetti collaterali come la nausea e il vomito. Con le dovute differenze a seconda del tipo di tumore, dello stadio della malattia e della finalità della cura, sono disponibili terapie che non provocano la caduta dei capelli, altre che rispettano la produzione di globuli bianchi e rossi e piastrine da parte del midollo osseo, o sono meno impattanti per le mucose”. Nel frattempo si sono sviluppate altre terapie, per esempio quelle con i farmaci a target molecolare e l’immuno-oncologia. Ma molti nuovi trattamenti sono somministrati in combinazione o in sequenza con la chemioterapia tradizionale: più armi quindi insieme per maggiori percentuali di guarigione.

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