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Chemioterapia pediatrica, stop agli effetti collaterali

Molti bambini malati di tumore sono costretti ad interrompere la chemioterapia a causa di gravi reazioni allergiche. Gli oncologi pediatri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Gemelli di Roma hanno però messo a punto una pratica di desensibilizzazione per questo genere di terapie, soprattutto quelle al carboplatino. Si tratta di un metodo innovativo per un uso efficace dei chemioterapici, che consiste nel dare dosi crescenti della sostanza così da rendere progressivamente tollerante l’organismo di fronte al chemioterapico. Un metodo simile a quello attuato per curare alcune allergie alimentari. La tecnica è stata testata e pubblicata sulla rivista “Frontiers in Pharmacology”, e dimostra come sia possibile un’adeguata strategia di gestione delle reazioni allergiche evitando quindi l’interruzione precoce del trattamento efficace contro il tumore. Il carboplatino, fra l’altro, è una terapia molto efficace contro i gliomi, i tumori cerebrali pediatrici più diffusi. Questo chemioterapico può determinare tuttavia una reazione di ipersensibilità: in tal caso si rende necessaria una interruzione prematura del trattamento che viene sostituito da chemioterapici di seconda linea, meno efficaci e più tossici. Con la somministrazione graduale che rende l’organismo tollerante, il chemioterapico di prima linea può dunque continuare ad essere somministrato con efficaci risultati nella lotta contro questo tipo di tumore.

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