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La riforma sulla responsabilità dei medici

E’ in arrivo la riforma sulla responsabilità dei medici. Fare causa ai medici e agli ospedali per danni subiti a seguito di prestazioni sanitarie è diventata una pratica diffusa in Italia, al fine di ottenere cospicui risarcimenti. Vi sono infatti oltre 300 mila cause giudiziarie di questo tipo aperte attualmente nei tribunali italiani. Per tutelarsi contro tali ricorsi, i medici prescrivono una mole enorme di esami: un eccesso di prudenza che determina un’overdose di accertamenti medici con pesanti oneri a carico della Sanità pubblica, definita “medicina difensiva”, che costa allo Stato la bellezza di 13 miliardi di euro all’anno, oltre il 10% del costo complessivo della Sanità.

Per limitare questo fenomeno e consentire ai medici di contenere le prestazioni sanitarie inutili, tutelandoli al contempo nell’esercizio della loro attività professionale, il Parlamento sta per varare la legge sulla responsabilità professionale dei medici: in sostanza il medico non risponderà più per danni dovuti ad imperizia, ma solo per dolo, imprudenza o negligenza. L’errore non voluto è dunque perdonato, a meno che il medico abbia agito appunto con negligenza o imprudenza, oppure peggio con volontà, provocando danni al paziente.

“La legge sarà approvata entro l’anno – ha assicurato Gelli – il Senato dovrebbe licenziarla entro il mese di novembre ed entro la fine dell’anno riusciremo ad avere una riforma di cui si parla da oltre vent’anni”.

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